

Una piccola premessa: la scorsa estate è nato ufficialmente a Buccinasco il Comitato "Buccinasco senza amianto", comitato apolitico e senza scopo di lucro. In un recente incontro con gli amici della Piccola Vedetta, Sosteniamo Buccinasco ha potuto ascoltare dalla viva voce del Presidente del Comitato, Placido Cordovana, quanto sia attuale attuale il problema ed impellente la sua soluzione anche nella nostra Buccinasco.
L' analisi che segue trae spunto proprio da quell'incontro e non può che cominciare con un grazie al prezioso contributo del concittadino Cordovana cui va riconosciuto il merito di averlo messo a fuoco e posto all'attenzione di tutti con argomenti e dati che Sosteniamo Buccinasco condivide e fa propri.
Il problema amianto è una questione nazionale. Sappiamo quanto è stato impiegato nell'edilizia negli scorsi quarant'anni e quanto sia diffuso: nelle coperture esterne e in diverse componenti interne delle costruzioni (nelle tubazioni degli scarichi, interne alle pareti, nelle componenti della stabilitura, vernici, ecc.).
Nella nostra città, a livello amministrativo nessuno ne parla, dimostrando la scarsa propensione ad andare al di là di un semplice "tirare a campare"; qualche iniziativa lodevolissima di qualche Cittadino che cerca di fornire ed avere dati dalla nostra amministrazione ma sul piano politico finora tutti zitti o quasi.
Nel bilancio preventivo triennale (il budget "pro forma" fino al 2012) non se ne parla.
Eppure entro il 2015, per la famosa Expo, oltre alle costruzioni tecniche occorrerà anche giungere alla eliminazione dell'amianto nella Lombardia (secondo un recente indirizzo della Regione).
Bisogna evitare di mettere in moto inutili allarmismi, ce lo ripetono ogni giorno.
Il Comitato Buccinasco Senza Amianto (e di rimando la Piccola Vedetta e Sosteniamo Buccinasco) non vogliono farne, ma è importante esserne formati e capire cosa c'è in ballo sulla questione amianto.
L'amianto è un problema molto serio, che va seriamente affrontato; non si può assolutamente far finta di niente aspettando che qualche legge o contributo provvidenziale giunga dal cielo a risolverci il problema: nel frattempo la salute dei Cittadini ne subisce i rischi.
Se si va a vedere su internet si trovano diverse imprese specializzate per la sostituzione e lo "smaltimento"; quest'ultimo è un problema colossale, se affrontato in chiave unica regionale :dove trovare una discarica in grado di contenere e mettere in sicurezza garantendo che le polveri dell'amianto non ritornino nell'aria migliaia di tonnellate di amianto ?
Gli operatori del settore sembrano in attesa di leggi che finanzino gli smaltimenti e la messa in sicurezza: soldi dei contribuenti, di tutti i contribuenti, per smaltire amianto da capannoni industriali (in prevalenza) e dalle case ove è stato impiegato.
Un tema che cominceremo ad illustrare nei suoi aspetti più generali, per poi cercare di capire quali possono essere i percorsi per giungere ad una Buccinasco Libera da Amianto; chiamiamo convenzionalmente questo Progetto BL Buccinasco Libera.
Dopo questa premessa, andiamo a fare un po' di informazione che dalla nostra amministrazione non arriva, quindi ad illustrare i problemi che genera l'amianto (citeremo le fonti di ciascuna affermazione e i siti ove è possibile avere riscontri e approfondimenti).
I rischi per la salute:
Derivano da inalazione di micro-particelle volatili di amianto che si depositano in bronchi e polmoni. Una forma particolare di cancro, provocata dall'amianto, è il mesotelioma. La quantità inalata aumenta il rischio.
Ecco cosa ci dice Wikipedia :
"In natura è un materiale molto comune. La sua resistenza al calore e la sua struttura fibrosa lo rendono adatto come materiale per indumenti e tessuti da arredamento a prova di fuoco, ma la sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti Paesi. Le polveri di amianto, respirate, provocano infatti l'asbestosi, nonché tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il carcinoma polmonare.
Una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa: teoricamente l'inalazione anche di una sola fibra può causare il mesotelioma ed altre patologie mortali; un'esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle.
L'amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta per produrre la miscela cemento-amianto (il cui nome commerciale era Eternit) per la coibentazione di edifici, tetti, navi .....treni; come materiale per l'edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, canne fumarie), nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. Inoltre, la polvere di amianto è stata largamente utilizzata come coadiuvante nella filtrazione dei vini. L'amianto, oltre ad essere implicato nella patogenesi della asbestosi e del mesotelioma pleurico, mostra un ruolo sinergico con il fumo di tabacco per lo sviluppo di carcinoma del polmone. In Gran Bretagna è stato stimato che il 2-3% dei casi di cancro mortale è causato dall'amianto. In Italia, la correlazione tra l'esposizione all'amianto e il carcinoma del polmone è stata documentata per la prima volta del 1995: lo stesso studio ha dimostrato che mentre la sola esposizione all'amianto è in grado di aumentare il rischio di 5 volte, l'esposizione combinata di amianto e fumo di tabacco è in grado di aumentare il rischio di 95 volte"
Quanto è grande il rischio a Milano
1. fonte milanofree.it:
Secondo i rilevamenti dell'Arpa il comune di Milano presenta un livello irrisorio, ma i casi di tumore legati all'amianto sono consistenti. Si calcola, attraverso i dati del Registro mesoteliomi Lombardia, che i casi dal 2000 al 2007 siano circa 4500, con un'incidenza del 50,1 di tumore certo.
La polvere si deposita nell'aria in particelle, quindi le malattie collegate all'inalazione di fibre sono uno dei più concreti pericoli per la salute non solo dei lavoratori, ma per l'intera popolazione in quanto il rischio è molto elevato e generalizzato collegato a lavori ad esempio di ristrutturazione di immobili. (Carlo Osta Luglio 2009).
2.fonte affaritaliani.it
Si può parlare di allarme amianto a Milano?
"Possiamo dire che c'era più che esserci. La prima lettera degli industriali che mi minacciavano di denuncia perché avevo scritto che c'era il pericolo amianto l'ho ricevuta nel 1974. Ma dai primi anni novanta, con il riconoscimento delle malattie professionali a causa dell'amianto si è preso coscienza del problema e si sono effettuati bonifiche in migliaia di tetti, capannoni abbandonati, tubi di riscaldamento e caldaie".
Si sta lavorando bene dunque...
"Finalmente si sono prese le contromisure, ma c'è ancora molto da fare: penso ai capannoni abbandonati e alle fabbriche in disuso, alle centrali dell'Enel coibentate in amianto e alle caldaie degli impianti industriali. Il controllo in questo caso è molto difficile"
Cosa fanno in Regione ?
fonte varesenews: "Oggi, venerdì 18 Dicembre 2009, a Milano nel corso di una seduta di Consiglio regionale straordinario chiesto dall'opposizione è stato approvato un ordine del giorno bipartisan per liberare la Lombardia dall'amianto entro il 2015 e porre fine con serietà e rapidità ad un dramma che in questa regione provoca circa 300 morti l'anno, solo per mesotelioma".
Insomma si comincia a prendere sul serio il problema; le componenti politiche stanno perfino superando le usuali divisioni destra-sinistra, maggioranza-minoranza. Segno che il problema esiste.
Vedremo nel prossimo contributo come è possibile farvi fronte nella nostra comunità.
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